Dovrei comprare un regalo per mio fratello per il suo compleanno ma ora come ora c'ho il cervello in pappa e non ho nessunissima idea, tranne ovviamente il solito libro che a lui fa sempre piacere perchè legge tantissimo ma però dai sempre regalargli un libro sempre è troppo scontato nel senso l'idea no il libro che costano sempre di più ma invece vorrei regalargli qualcosa di diverso di origginale così per cambiare un pò dai un pò di fantasia perdincibacco ma ora come ora c'ho in testa un casino che la metà basta e cosa regalargli proprio non mi viene in mente.
Si accettano consigli, grazie!!!
18 giugno 2007
08 giugno 2007
La donna della mia vita!
Questo post per dichiarare ufficialmente al mondo che ho trovato la donna della mia vita!!!!!
Era già un pò che la conoscevo ma non avevo avuto modo di approfondire e conoscerla bene ma da quel poco che sapevo mi sembrava niente male poi oggi che al lavoro non avevo da fà una sega ho cercato un pò di informazioni su di lei in giro per la rete e da quello che ho trovato ho capito che è lei la donna della mia vita!

Fantastica in tutti i sensi. Figa strepitosa, ironica, simpatica, brava a cantare, intelligente, balla in maniera tostissima e c'ha quella essshe bolognèsshe che mi fa impazzire.
Ecco qua un piccolo assaggio di Tiffany
http://www.tyingtiffany.com/
http://video.google.com/videoplay?docid=-9194772546241756137
Prego tutti i mie stupefatti di cotanta bellezza lettori di inviarmi tutto il matriale, linki o quant'altro sappiano di lei!
Era già un pò che la conoscevo ma non avevo avuto modo di approfondire e conoscerla bene ma da quel poco che sapevo mi sembrava niente male poi oggi che al lavoro non avevo da fà una sega ho cercato un pò di informazioni su di lei in giro per la rete e da quello che ho trovato ho capito che è lei la donna della mia vita!
Tying Tiffany

Fantastica in tutti i sensi. Figa strepitosa, ironica, simpatica, brava a cantare, intelligente, balla in maniera tostissima e c'ha quella essshe bolognèsshe che mi fa impazzire.
Ecco qua un piccolo assaggio di Tiffany
http://www.tyingtiffany.com/
http://video.google.com/videoplay?docid=-9194772546241756137
Prego tutti i mie stupefatti di cotanta bellezza lettori di inviarmi tutto il matriale, linki o quant'altro sappiano di lei!
Da ora in avanti la mia vita sarà incentrata nell'attesa del fatidico giorno in cui la incontrerò dal vivo. Il 30 Agosto sarà in concerto a Firenze.
.....
Saranno gli 83 giorni più lungli della mia vita!
....
No mi sà che non ce la fo mica ad aspettare 83 giorni
.....
Se per caso questo fosse l'ultimo post che scrivo e non mi rivedete più in giro sappiate che son partito alla sua ricerca
......
già....
07 giugno 2007
Vorrei prendermi cura di te
Magari toccasse a me
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai...
sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Magari toccasse a me
ho esperienza e capacità
trasformista per vocazione
per non morire che non si fa...
puoi fidarti a lasciarmi il cuore
nessun dolore lo sfiorirà... magari!
Magari toccasse a me
un po' di quella felicità... magari
saprò aspettare te
domani e poi domani e poi... domani
Io come un'ombra ti seguirò
la tenerezza è un talento mio
non ti deluderò
la giusta distanza io
sarò come tu mi vuoi
ho un certo mestiere anch'io... mi provi... mi provi...
Idraulico, cameriere
all'occorrenza mi do da fare
non mi spaventa niente
tranne competere con l'amore
ma questa volta dovrò riuscirci
guardarti in faccia senza arrossire... magari
Se tu mi conoscessi
certo che tu non mi negheresti... due ali
che ho un gran disordine nella mente
e solo tu mi potrai guarire... rimani!
Io sono pronto a fermarmi qui
se il cielo vuole così
prendimi al volo e poi
non farmi cadere più da questa altezza sai
non ci si salva mai... mi ami? Magari... Mi ami!?!?
Magari...
[Magari - Renato Zero]
.
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai...
sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Magari toccasse a me
ho esperienza e capacità
trasformista per vocazione
per non morire che non si fa...
puoi fidarti a lasciarmi il cuore
nessun dolore lo sfiorirà... magari!
Magari toccasse a me
un po' di quella felicità... magari
saprò aspettare te
domani e poi domani e poi... domani
Io come un'ombra ti seguirò
la tenerezza è un talento mio
non ti deluderò
la giusta distanza io
sarò come tu mi vuoi
ho un certo mestiere anch'io... mi provi... mi provi...
Idraulico, cameriere
all'occorrenza mi do da fare
non mi spaventa niente
tranne competere con l'amore
ma questa volta dovrò riuscirci
guardarti in faccia senza arrossire... magari
Se tu mi conoscessi
certo che tu non mi negheresti... due ali
che ho un gran disordine nella mente
e solo tu mi potrai guarire... rimani!
Io sono pronto a fermarmi qui
se il cielo vuole così
prendimi al volo e poi
non farmi cadere più da questa altezza sai
non ci si salva mai... mi ami? Magari... Mi ami!?!?
Magari...
[Magari - Renato Zero]
.
04 giugno 2007
Yoga
Spettaolo! Sabato ho avuto la seconda lezione del corso per insegnanti Yoga. Uno spettaolo! Il corpo e la mente sono capaci di cose che voi umani non potete nemmeno immaginare!
31 maggio 2007
25 maggio 2007
Ve lo siete chiesto anche voi vero?
No perchè così per caso sà com'è che magari capita che uno c'ha un momento in cui non ha nulla di meglio da fare o magari la mattina appena sveglio così per caso il primo pensiero che a uno gli salta in mente o volendo anche al cesso che è il posto dove di solito vengon fuori i pensieri più profondi, insomma dipende da persona a persona, comunque tutti prima ho poi hanno avuto il dubbio amletico: "Ma l'amore esiste?"
Dite la verità ve lo siete chiesto tutti almeno una volta. Si lo sò che ora voi starete già pensando di smettere di leggere questo post perchè pensate che è una gran pippa mentale, una domanda del cazzo, un polpettone filosofico esistenziale da sfigato che vi farà venì il latte a ginocchi se continuerete a leggere. Si è vero probabilmente è così. Come e probabile che la volta che vi siete fatti la domanda "L'amore esiste?" abbiate pensato appunto che è una domanda del cazzo e non abbiate cercato di darvi una risposta seria, ragionata e abbiate continuato a pensarla come avete sempre creduto, anche se magari per brevi periodi di tempo uno può cambiare idea a causa di un incontro o di un fatto appena accaduto, ma poi il convincimento che avete sempre avuto riprende il sopravvento e ritornate a pensare come avete sempre pensato. Ma vi è venuto in mente che il voler non rispondere, il fastidio che naturalemte viene quando ci facciamo o ci fanno un certo tipo di domande come questa derivi dal fatto che sappiamo già la risposta ma non la vogliamo ammettere perchè troppo scomoda per la realtà che ci siamo creati intorno e che ci serve, ci fa comodo che sia così perchè sia una barriera emotiva contro la realtà dei fatti?
Io stamattina appena sveglio, non sò perchè, come mi è venuta ma fatto stà che mi son fatto questa domanda. Ovviamente non è la prima volta che me la son fatta e ogni volta a seconda della situazione del momento mi son dato una risposta. Poi come dicevo con il passare del tempo e degli eventi senza rendermi conto son ritornato sempre sulla mia idea iniziale, inconscia, indottrinata, inculcata dalla sociatà. Stamattina invece chissà perchè nei dieci minuti in cui di solito stò sveglio nel letto prima di alzarmi mi son dato una risposta ragionata senza falsi pregiudizi, una risposta onesta con me stesso. Non è stato facile ovviamente. Non è mai facile parlare con se stessi senza mentire. Però se uno ci riesce dopo è meglio. Cioè stai di merda uguale ma almeno sai che stai di merda per una cosa senza senzo e quindi se riesci a mantenere la lucidità di renderti conto che non c'è motivo di farsi queste seghe mentali mentre te le fai le riconosci e le eviti!
Vabbè potrei scrivere ancora una decina di pagine ma è l'ora di andare a magnà e poi vi satete anche stufati così l'abbozzo quì. Magari farò una seconda puntata poi.
Dite la verità ve lo siete chiesto tutti almeno una volta. Si lo sò che ora voi starete già pensando di smettere di leggere questo post perchè pensate che è una gran pippa mentale, una domanda del cazzo, un polpettone filosofico esistenziale da sfigato che vi farà venì il latte a ginocchi se continuerete a leggere. Si è vero probabilmente è così. Come e probabile che la volta che vi siete fatti la domanda "L'amore esiste?" abbiate pensato appunto che è una domanda del cazzo e non abbiate cercato di darvi una risposta seria, ragionata e abbiate continuato a pensarla come avete sempre creduto, anche se magari per brevi periodi di tempo uno può cambiare idea a causa di un incontro o di un fatto appena accaduto, ma poi il convincimento che avete sempre avuto riprende il sopravvento e ritornate a pensare come avete sempre pensato. Ma vi è venuto in mente che il voler non rispondere, il fastidio che naturalemte viene quando ci facciamo o ci fanno un certo tipo di domande come questa derivi dal fatto che sappiamo già la risposta ma non la vogliamo ammettere perchè troppo scomoda per la realtà che ci siamo creati intorno e che ci serve, ci fa comodo che sia così perchè sia una barriera emotiva contro la realtà dei fatti?
Io stamattina appena sveglio, non sò perchè, come mi è venuta ma fatto stà che mi son fatto questa domanda. Ovviamente non è la prima volta che me la son fatta e ogni volta a seconda della situazione del momento mi son dato una risposta. Poi come dicevo con il passare del tempo e degli eventi senza rendermi conto son ritornato sempre sulla mia idea iniziale, inconscia, indottrinata, inculcata dalla sociatà. Stamattina invece chissà perchè nei dieci minuti in cui di solito stò sveglio nel letto prima di alzarmi mi son dato una risposta ragionata senza falsi pregiudizi, una risposta onesta con me stesso. Non è stato facile ovviamente. Non è mai facile parlare con se stessi senza mentire. Però se uno ci riesce dopo è meglio. Cioè stai di merda uguale ma almeno sai che stai di merda per una cosa senza senzo e quindi se riesci a mantenere la lucidità di renderti conto che non c'è motivo di farsi queste seghe mentali mentre te le fai le riconosci e le eviti!
Vabbè potrei scrivere ancora una decina di pagine ma è l'ora di andare a magnà e poi vi satete anche stufati così l'abbozzo quì. Magari farò una seconda puntata poi.
23 maggio 2007
Troppi Nodi
Certe volte penso al futuro come ad una serie di strade che partendo da dove sono ora si dividono ad ogni scelta che farò e si intersecano tra loro formando un groviglio intricato e annodato. Dal punto in cui ci troviamo adesso è impossibile capire qual'è la strada giusta per andare nella direzione in cui voglio andare. A quale incrocio girare a sinistra o a destra? La strada che ho imboccato porta da qualche parte o è una via senza uscita? E' impossibile dirlo con certezza.
Poi mi viene in mente quando da ragazzino andavo a pescare con mio padre. Quante volte mi capitava di annodare la lenza con così tanti nodi che era impossibile districarla! L'unica cosa saggia da fare piuttosto che perdere tempo a sciogliere tutti quei nodi, era tagliare la lenza e rifare tutta la montatura da capo.
Forse è veramente l'unica cosa saggia da fare. Tagliare tutto e via!
Poi mi viene in mente quando da ragazzino andavo a pescare con mio padre. Quante volte mi capitava di annodare la lenza con così tanti nodi che era impossibile districarla! L'unica cosa saggia da fare piuttosto che perdere tempo a sciogliere tutti quei nodi, era tagliare la lenza e rifare tutta la montatura da capo.
Forse è veramente l'unica cosa saggia da fare. Tagliare tutto e via!
21 maggio 2007
About A Girl
E' un equilibrio instabile. Lo sai. Lo vedi, tutto ciò è bello, bellissimo, lo vorresti prendere, farlo tuo, tutto tuo, completamente. Ma lo sai già, se lo tocchi si rompe. Lo sai, lo senti. Non ci puoi fare niente... O si?... potresti ma rischi di rompere tutto e allora? Che fare? Rischiare, buttarsi, deciso, attendere, cosa? Il momento giusto? Che la situazione evolva? In meglio? O in peggio, così avrai la scusa per piangerti addosso? Cazzo ma fanculo tutto così è una tortura.
I need an easy friend
I do ... with an ear to lend
I do ... think you fit this shoe
I do ... won't you have a clue
I'll take advantage while
You hang me out to dry
But I can't see you every night
Free
I do
I'm standing in your line
I do ... hope you have the time
I do ... pick a number too
I do ... keep a date with you
I'll take advantage while
You hang me out to dry
But I can't see you every night
Free
I do
I need an easy friend
.........
[About A Girl - Nirvana]
.
I need an easy friend
I do ... with an ear to lend
I do ... think you fit this shoe
I do ... won't you have a clue
I'll take advantage while
You hang me out to dry
But I can't see you every night
Free
I do
I'm standing in your line
I do ... hope you have the time
I do ... pick a number too
I do ... keep a date with you
I'll take advantage while
You hang me out to dry
But I can't see you every night
Free
I do
I need an easy friend
.........
[About A Girl - Nirvana]
.
Family day un cazzo!
Ho trovato questo link su un blog e volentieri lo diffondo.
http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato
Fate altrettanto grazie, la gente deve sapere! ..... Family day è?!

Per saperne di più http://metilparaben.blogspot.com/2007/05/omert-telefonica.html
http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato
Fate altrettanto grazie, la gente deve sapere! ..... Family day è?!

Per saperne di più http://metilparaben.blogspot.com/2007/05/omert-telefonica.html
16 maggio 2007
Prima o poi torno....
Niente paura, son vivo è! Inzomma più o meno.... voglio dire fisicamente son vivo, moralmente sopravvivo è per questo che è un pò che non scrivo. insomma in questo periodo non ne ho voglia per tutta una serie di motivi che non ho voglia di dirvi tanto che ve ne frega? Che poi appunto se ce la vogliamo dire tutta sto blog mi sembra una gran cazzata, i blog in generale dico. uno chissà che si aspetta ma la vita vera è un'altra cosa e quindi anche questo è un darsela ad intendere, a se stessi voglio dire.Bene, quando m'è passata ci si risente è!23 aprile 2007
Fight Pillow
Ebbene si, sabato scorso sono stato a Bologna insieme alle mitica Gattafruata a fare una cruentissima battaglia di cuscini! (o fight pillow che dir si voglia, se ve la volete tirare un pò). Ora questa cosa dopo il film... che era bo? La notte prima degli esami credo, non l'ho visto ma dovrebbe essere quello, inzomma dicevo ora stà battaglia di cuscini è un pò inflazionata ma forse non è proprio un malaccio perchè eravamo in tantissimi e in questo caso più siamo è più ci si diverte. Altro discorso è il Flasch Mob che è meglio se non viene divulgato troppo perchè se poi tutti lo conoscono non c'è più divertimento. Il Flasch Mob deve rimanere una cosa di nicchia, come direbbe Gattafruata. Sabato saremmo stati 300 (nessun riferimento a quella caata di film) e ci siamo divertiti tantissimo. E' durato un'ora! Abbiamo dato e preso botte da orbi e mangiato non sò quante penne!. Gattafruata che c'ha più tempo libero di me visto che non fa nulla tutto il giorno..... forse vi farà un resoconto dettagliato della giornata! Io c'ho da fà....
Un saluto a chi c'era!
Un saluto a chi c'era!
20 aprile 2007
Vorrei regalarti....
Io credo che mai nulla succede per caso. Ogni cosa che facciamo, ogni cosa che succede intorno a noi ha un suo motivo anche se spesso noi non ce ne rendiamo conto.
Quindi vi racconterò una storia. Anzi oggi ve la canto!
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.
(Simone Cristicchi)
Vorrei regalarti la felicità, te la meriti.
Quindi vi racconterò una storia. Anzi oggi ve la canto!
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.
(Simone Cristicchi)
Vorrei regalarti la felicità, te la meriti.

Cogliam d'amor la rosa:
amiamo or quando esser si puote riamato amando.
(Torquato Tasso)
.
17 aprile 2007
Ti vedo bene ciccio! ....
.
Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici
(Seneca)
.... allora ti serve un'oculista per il cuore!
.
Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici
(Seneca)
.... allora ti serve un'oculista per il cuore!
.
Etichette:
Così vanno le cose,
Quando uno è saggio è saggio
16 aprile 2007
Qualcuno mi ha chiesto
Nell'attesa di tempi migliori in cui il carico di lavoro sia minore e mi permetta di scrivere uno dei miei fantasticosi post così richiesti e seguiti da tutti i blogger del mondo, vi copioincollo qualche spunto di riflessione.
Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ho ripensato un po' su e... Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato di meno e ascoltato di più. Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perchè il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta. Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dallo sporco prodotto dal caminetto acceso. Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza. Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perchè avevo appena fatta la messa in piega. Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a forza di accenderla. Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti. Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita. Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito. Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato. Invece di non vedere l'ora che finissero i nove mesi di gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la stupenda cosa che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo. A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: "Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta". Avrei detto più spesso "Tivoglio bene" e meno spesso "Mi dispiace"... ma soprattutto, potendo ricominciare tutto da capo, mi impadronirei di ogni minuto... lo vivrei... e non lo restituirei mai più.
(Erma Bombeck)
Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ho ripensato un po' su e... Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato di meno e ascoltato di più. Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perchè il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta. Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dallo sporco prodotto dal caminetto acceso. Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza. Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perchè avevo appena fatta la messa in piega. Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a forza di accenderla. Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti. Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita. Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito. Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato. Invece di non vedere l'ora che finissero i nove mesi di gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la stupenda cosa che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo. A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: "Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta". Avrei detto più spesso "Tivoglio bene" e meno spesso "Mi dispiace"... ma soprattutto, potendo ricominciare tutto da capo, mi impadronirei di ogni minuto... lo vivrei... e non lo restituirei mai più.
(Erma Bombeck)
11 aprile 2007
Quella Panchina
Adesso vi racconterò una storia.
A me mi garba dimolto assai andare a fare delle camminate. Quando posso cerco sempre di fare dù passi in luoghi inesplorati in montagna o in campagna e quando trovo un nuovo sentiero provo a percorrerlo per vedè dove mi riesce di arrivare. Ora un giorno lungo uno di questi sentieri scoprii una bella panchina di legno che era messa lì apposta per riposarsi perchè il sentiero per arrivare fin li era assai faticoso e dalla panchina si vedeva anche un bel panorama.
Mi piacque così tanto quella panchina che ne parlai a un amico e anche lui decise di fare quel sentiero per arrivare a quella panchina ed ammirare il panorama che si vede da lì.
Così io gli spiegai a grandi linee da dove partiva il sentiero, gli dissi anche che era un pò difficile da percorrere, gli feci gli augiri di buon vieggio e così lui partì cammina cammina, lungo questo sentiero verso la panchina. All’inizio il sentiero in questione è piacevole da seguire anche se si incontrano subito delle difficoltà da attraversare, ciottoli, buche, qualche albero caduto di traverso però si procede abbastanza speditamente anche perchè c’è l’entusiasmo del viaggio appena intrapreso e dei posti nuovi che si stanno scoprendo. Poi però più che si và in là e più che il sentiero diventa difficile da percorrere. I ciottoli diventano dei massi belli grossi tutti bitorsoluti, le buche deventano delle belle voragini e dei fossi e certe volte la vegetazione è così intrigata che non si vede dove si mettono i piedi e non si capisce più dove si stà andando. Per questo capita che tanti di quelli che iniziano a percorrere questo sentiero dopo un pò decidano che si sò stancati e si fermano o tornano indietro a casina loro.
Ora il mio amico dopo aver attraversato fossi, aggirato massi, scivolato dentro buche ma che poi s’era rialzato e aveva continuato, mezzo stronco, stanco morto, con i ginocchi sbucciati e tutto graffiato dai pruni che aveva trovato lungo il percorso, arrivò anche lui alla famosa panchina.
Quando si mise a sedere lì accanto a me sulla panchina per ripigliassi dalla faticaccia che aveva fatto per arrivare fin li gli sembrò che la panchina fosse dimolto ma dimolto comoda che era proprio adatta per far riposare i poeracci stanchi che arrivavano fin lì dopo aver attraversato tutte le difficoltà del sentiero e il panorama che si vedeva da lì era dimolto bello assai.
Ora mentre erimo lì a riposarci tutti contenti sulla panchina si vide arrivare una Jippe a tutto fòo lungo il sentiero testè percorso con grande fatica. Arrivata la Gippe nei pressi della panchina si sofferma e ti scaricano quasi al volo un tipo, dopodichè la Gjppe riparte. Il tipo appena sceso si guarda un attimo intorno per capì dov’è e poi anche lui viene a sedersi sulla panchina. Appena seduto si volge verso di noi e ci fà “Però scomoda questa panchina è! M’hanno detto che era bello qui che c’era un bel panorama e una panchina comodissima da cui ammirarlo ma a me questo posto mi fa dimolto caare assai!”
Ora da questa storia che vi ho raccontato io ho capito due cose:
1) Che non sò come si scrive Giippe
2) Non ve lo dico. Pensateci da soli che se no è inutile.
A me mi garba dimolto assai andare a fare delle camminate. Quando posso cerco sempre di fare dù passi in luoghi inesplorati in montagna o in campagna e quando trovo un nuovo sentiero provo a percorrerlo per vedè dove mi riesce di arrivare. Ora un giorno lungo uno di questi sentieri scoprii una bella panchina di legno che era messa lì apposta per riposarsi perchè il sentiero per arrivare fin li era assai faticoso e dalla panchina si vedeva anche un bel panorama.
Mi piacque così tanto quella panchina che ne parlai a un amico e anche lui decise di fare quel sentiero per arrivare a quella panchina ed ammirare il panorama che si vede da lì.
Così io gli spiegai a grandi linee da dove partiva il sentiero, gli dissi anche che era un pò difficile da percorrere, gli feci gli augiri di buon vieggio e così lui partì cammina cammina, lungo questo sentiero verso la panchina. All’inizio il sentiero in questione è piacevole da seguire anche se si incontrano subito delle difficoltà da attraversare, ciottoli, buche, qualche albero caduto di traverso però si procede abbastanza speditamente anche perchè c’è l’entusiasmo del viaggio appena intrapreso e dei posti nuovi che si stanno scoprendo. Poi però più che si và in là e più che il sentiero diventa difficile da percorrere. I ciottoli diventano dei massi belli grossi tutti bitorsoluti, le buche deventano delle belle voragini e dei fossi e certe volte la vegetazione è così intrigata che non si vede dove si mettono i piedi e non si capisce più dove si stà andando. Per questo capita che tanti di quelli che iniziano a percorrere questo sentiero dopo un pò decidano che si sò stancati e si fermano o tornano indietro a casina loro.
Ora il mio amico dopo aver attraversato fossi, aggirato massi, scivolato dentro buche ma che poi s’era rialzato e aveva continuato, mezzo stronco, stanco morto, con i ginocchi sbucciati e tutto graffiato dai pruni che aveva trovato lungo il percorso, arrivò anche lui alla famosa panchina.
Quando si mise a sedere lì accanto a me sulla panchina per ripigliassi dalla faticaccia che aveva fatto per arrivare fin li gli sembrò che la panchina fosse dimolto ma dimolto comoda che era proprio adatta per far riposare i poeracci stanchi che arrivavano fin lì dopo aver attraversato tutte le difficoltà del sentiero e il panorama che si vedeva da lì era dimolto bello assai.
Ora mentre erimo lì a riposarci tutti contenti sulla panchina si vide arrivare una Jippe a tutto fòo lungo il sentiero testè percorso con grande fatica. Arrivata la Gippe nei pressi della panchina si sofferma e ti scaricano quasi al volo un tipo, dopodichè la Gjppe riparte. Il tipo appena sceso si guarda un attimo intorno per capì dov’è e poi anche lui viene a sedersi sulla panchina. Appena seduto si volge verso di noi e ci fà “Però scomoda questa panchina è! M’hanno detto che era bello qui che c’era un bel panorama e una panchina comodissima da cui ammirarlo ma a me questo posto mi fa dimolto caare assai!”
Ora da questa storia che vi ho raccontato io ho capito due cose:
1) Che non sò come si scrive Giippe
2) Non ve lo dico. Pensateci da soli che se no è inutile.
10 aprile 2007
Mi girano!!!!
Uffa che palle!!! Oggi mi girano a manetta e la cosa che me le fa girare di più è non sapere perchè mi girano!!! Si è così! E’ da quando mi sono alzato stamattina che c’ho questo stato di rottura di coglioni generale per tutto, senza motivo, non sò perchè ma mi girano. Punto.
E non c’ho voglia di far nulla. Non avevo voglia di alzarmi dal letto. Non avevo voglia di fare colazione. Non avevo voglia di lavarmi i denti. Non avevo voglia di infilarmi nel traffico per andare alla stazione a prendere quel cazzo di treno affollato. Non ho voglia di lavorare, sono due ore che fisso questo cazzo di schermo in stato catatonico. Non ho nemmeno voglia di leggere le mail ne di guardare i blog dei miei amici.
Anzi non ho nemmeno voglia di scrivere sul mio blog. Ormai che ho scritto questo lo pubblico, ma ciao!
E non c’ho voglia di far nulla. Non avevo voglia di alzarmi dal letto. Non avevo voglia di fare colazione. Non avevo voglia di lavarmi i denti. Non avevo voglia di infilarmi nel traffico per andare alla stazione a prendere quel cazzo di treno affollato. Non ho voglia di lavorare, sono due ore che fisso questo cazzo di schermo in stato catatonico. Non ho nemmeno voglia di leggere le mail ne di guardare i blog dei miei amici.
Anzi non ho nemmeno voglia di scrivere sul mio blog. Ormai che ho scritto questo lo pubblico, ma ciao!
04 aprile 2007
Liberalizzazioni
03 aprile 2007
Non ho voglia di morire
Per lo meno non così....
Schiacciato sotto la montagna di lavoro accumulato in una settimana di assenza. Per tentare di distrarmi cinque minuti provo a leggere qualche vecchia mail messa da parte nella cartella Buglione (1). La cartella buglione è quella cartella contenente un pò di tutto. Tutte quelle mail inviatemi dai vari amici e colleghi contenente qualcosa di ganzo da tenere e girare agli altri amici. Dentro buglione ci sono filmati, barzellette, aforismi, poesie e ogni sorta di bischerate. Ogni tanto quando il lavoro mi soffoca faccio un tuffo dentro buglione per distrarmi un pò. Così ho appena fatto e che ti trovo?....
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda)
Ma porcaputtana! Qualcosa di allegro no è!?!?
E adesso non solo c’ho tutto stò lavoro da fare ma mi girano ancor di più perchè lo vedo proprio come tempo perso, cose inutili, entusiasmo sotto i piedi. Mi verrebbe voglia di dar fuoco a questa scrivania e andare a fare l’eremita. Ma peggio di così come si può mi chiedo.... ticchettio sui vetri.... mentre mi giro per guardare cos’è, mi viene in mente Igor “Potrebbe andare peggio... potrebbe piovere!” .... il ticchettio aumenta.... Appunto! ..... è proprio il destino è!!! e non ho nemmeno l’ombrello!!! Porcaputtana!!!
Nota: (1) – Buglione: a Firenze e dintorni stà a significare un miscuglio caotico, un'accozzaglia, un casino insomma. Buglione è anche il nome della pasticceria vicino a dove lavoro che c’ha le paste dimolto bone se vi interessasse!
Anzi sapete che vi dico? Fra poco fò festa e mi vò a piglià una pasta!!!
Schiacciato sotto la montagna di lavoro accumulato in una settimana di assenza. Per tentare di distrarmi cinque minuti provo a leggere qualche vecchia mail messa da parte nella cartella Buglione (1). La cartella buglione è quella cartella contenente un pò di tutto. Tutte quelle mail inviatemi dai vari amici e colleghi contenente qualcosa di ganzo da tenere e girare agli altri amici. Dentro buglione ci sono filmati, barzellette, aforismi, poesie e ogni sorta di bischerate. Ogni tanto quando il lavoro mi soffoca faccio un tuffo dentro buglione per distrarmi un pò. Così ho appena fatto e che ti trovo?....
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda)
Ma porcaputtana! Qualcosa di allegro no è!?!?
E adesso non solo c’ho tutto stò lavoro da fare ma mi girano ancor di più perchè lo vedo proprio come tempo perso, cose inutili, entusiasmo sotto i piedi. Mi verrebbe voglia di dar fuoco a questa scrivania e andare a fare l’eremita. Ma peggio di così come si può mi chiedo.... ticchettio sui vetri.... mentre mi giro per guardare cos’è, mi viene in mente Igor “Potrebbe andare peggio... potrebbe piovere!” .... il ticchettio aumenta.... Appunto! ..... è proprio il destino è!!! e non ho nemmeno l’ombrello!!! Porcaputtana!!!
Nota: (1) – Buglione: a Firenze e dintorni stà a significare un miscuglio caotico, un'accozzaglia, un casino insomma. Buglione è anche il nome della pasticceria vicino a dove lavoro che c’ha le paste dimolto bone se vi interessasse!
Anzi sapete che vi dico? Fra poco fò festa e mi vò a piglià una pasta!!!
02 aprile 2007
Yoga
Caro il mio lettore disperso non temere che dopo una settimanuccia di pausa rieccomi qua. Fresco e bello come il sole torno a scrivere di nuovo sul mio blog. In questa settimana in mezzo ai soliti avvenimenti insignificanti che di solito accadono a tutti, anche a te mio caro lettore comune, c'è da segnalare l'inizio del corso per istruttori yoga. Un'esperienza davvero bella e interessante. Sono molto contento di aver iniziato questo corso!!!
Omshanti Namastè a tutti.... chissà come cazzo si scrive?!?!?
Omshanti Namastè a tutti.... chissà come cazzo si scrive?!?!?
Iscriviti a:
Post (Atom)






