16 luglio 2007

L’addio

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Sopra al mio letto
ci sono due coperte
una e' di lana,
morbida e leggera.
Nel candore dell'inverno
ho un sussulto e le guardo:
li' in mezzo c'eri tu,
nuda e addormentata.

(Federico Fiumani)



Questo è probabilmente l’ultimo post che scriverò su questo blog. Ho deciso di smettere di scrivere.
Questo blog non ha ottenuto il risultato per cui avevo iniziato a scriverlo e perciò è inutile che continui a tirarla per le lunghe. E’ una decisione sofferta come è sofferto il periodo che stò passando.
Mi dispiace un pò perché al di là del vero motivo per cui scrivevo, questo blog mi ha dato la possibilità di fare la conoscenza, seppur limitata per quanto può essere attraverso un computer, con alcune persone interessanti con le quali ho intenzione di non perdere i contatti. Sono fra quelle che ho linkato qui nelle barra laterale. Ogni tanto con voi mi farò vivo, non vi preoccupate.
E’ stato comunque bello finchè è durato. Raccontare alcune mie esperienze, alcuni miei pensieri e emozioni a delle persone che non mi conoscono e vedere le loro reazioni. Fargli conoscere una parte di me. Mettermi in mostra e rimanere comunque nascosto. Un bell’esperimento sociale che mi ha dato delle soddisfazioni. Non è stato così invece per la ragione prima per cui questo blog era stato concepito, e che è superfluo mettermi qui a spiegare. Per cui ora mi prenderò una pausa di riflessione. Potrebbe anche darsi che fra un pò di tempo riprenda a scrivere con finalità diverse ma ora non ne sono sicuro, vedremo.
Volevo comunque ribadire, anche se non credo ce ne sia bisogno, che tutto quello che ho scritto qui è parte di me e non è costruita o inventata. Quello che traspare da queste righe sono io, una parte di me che talvolta può rimanere chiusa dentro per quelle persone che mi conoscono dal vivo e che invece qui ha preso forma. Anche i testi delle canzoni e le poesie che ho trascritto le ho messe su questo blog perché in qualche modo mi rispecchiano. Servivano a far capire i miei pensieri e i miei stati d’animo e tramite loro ho voluto dire cose che non avrei potuto dire apertamente chiaro e tondo. Tutto quello che ho scritto qui non era a caso e aveva una precisa ragione. Chi l’ha capito si sarà fatta un’idea più precisa di me e di come sono. Chi non l'ha capito… aimè si vede che doveva andare così.
Un saluto affettuoso e un grazie a tutti “i miei lettori” e a tutti coloro che sono intervenuti con i loro commenti.

Il Quadro delle Meraviglie in realtà non esiste. Nulla ha visto chi avrebbe dovuto vedere. Perciò anche per il Capitano Crampo è tempo di scomparire.

Compagni delle cattive giornate! Ce ne andiamo!
Gli incassi sono magri ed è tutta colpa mia.
Avrei dovuto fare come il cane ammaestrato.
Ma quando si parla mostrando le zanne, bisogna andarci piano.
Pensate a noi qualche volta.
Chi fa la questua per comprarsi da mangiare e da bere.
Compagni delle cattive giornate. Vi auguriamo buona notte.

(Il Quadro delle Meraviglie – Jacques Prévert)
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13 luglio 2007

Oggi invece è così

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Ancora per un attimo
mi scopro a terra.
Tutte le mie finte
erano soltanto
per nascondere a me stesso
una solitudine silenziosa
che mi ricorda l'oceano.
Ed è difficile dormire
quando ti sogno ad occhi aperti
con in mente una canzone
che dice "il letto è grande senza di te".
Un'altra sigaretta brilla al buio.

(Federico Fiumani)



......
penso che
ho di nuovo i brividi
e mi lascio prendere
da domande inutili
da poeti poveri
sui miei rami umidi
sulle foglie ultime
a che cosa pensano
questi umani fragili
a che cosa servono
i miei rami stupidi
a che cosa servono
se mi lascio prendere
da pensieri inutili
posso solo esistere
In eterno vivere
senza avere gli attimi
degli amanti giovani
degli amori giovani
a che cosa pensano
questi umani fragili
a che cosa servono
i miei rami stupidi
a che cosa servono
se mi lascio prendere
da pensieri inutili
a che cosa?

(La Canzone del Parco - Baustelle)

a che cosa servono
queste parole inutili
se tanto noi non ci capiamo
e io non capisco
nemmeno perchè....
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12 luglio 2007

Oggi è più o meno così

Voglio il mio ruolo e voglio giocare
Questa partita bestiale
Son l'asso del fallo e dei non perdono
Ma poi io mi rivedo per quel che sono
Un diavolo illuso di possedere il male
Io gioco confuso in mondovisione parziale
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Tu vedrai come lavoro io
Cattivi bastardi scorretti e venduti
Gli arbitri e i giocatori
Non so più chi sono i miei avversari
Cosi il presidente mi butta fuori
Diavolo illuso d'insegnare il peccato
Mi trovo in panchina nel ruolo del disoccupato
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Tu vedrai come lavoro io
Sono qui voglio peccare anch'io
Diavolo illuso di possedere il male
Io resto in panchina disoccupato mentale
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Tu vedrai come lavoro io
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Voglio peccare voglio giocare
E far del male anch'io
Giocare peccare
Far del male
C'è da imparare

(Diavolo Illuso – Litfiba)
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09 luglio 2007

C'è bacherozzo e bacherozzo!

Vi racconterò una storia. La storia parla di un gruppo di bacherozzi d’acqua. Una specie di lombricozzi che se ne stà sul fondo dei fiumi aggrappati ai fili d’erba tutto il giorno a filtrare l’acqua da cui prendono il cibo che la corrente gli porta. Ogni bacherozzo stà aggrappato con tutte le sue forze al suo filo d’erba perchè la corrente è molto forte e lui fa una fatica boia a stà li aggrappato ma d’altronde che altro potrebbe fare poero bacherozzo? Se non rimanesse li aggrappato la corrente lo porterebbe via lontano e chi sà che fine farebbe. Così tutti quei bacherozzi se ne stanno tutto il giorno li aggrappati a non far altro che mangià quello che la corrente gli porta e a lamentassi della corrente troppo forte e della vita grama da bacherozzo che vivono. Ora capitò che un giorno un bacherozzo un ce la facea più di quella vita grama e s’era rotto le bacopallette e forse perchè era pazzo o forse perchè era un pochino più intraprendente degli altri fatto stà che gli venne in mente un’idea e gli disse agli altri amici bacherozzi: “Ma secondo voi se mi lasciassi andare dal mio filo d’erba che mi succederebbe?”. E gli altri bacherozzi gli risposero tutti terrorizzati: “Nooo!!! Non lo fare è pericolosissimo! E’ già successo che qualcuno per sbaglio abbia perso la presa dal suo filo d’erba ed è stato portato via dalla corrente e non s’è più rivisto! Chissà che fine orribile hanno fatto poveracci! Non lo fare!” Ma il nostro bacherozzo come avrete già intuito o era matto o era un pò più sveglio degli altri, fatto stà che si lasciò andare. E subito la forte corrente lo avvolse, lo portò via e nessuno più lo rivide.
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La storia è finita.

Punto.

Così andò.

E che pensavate che le storie vanno sempre a finì bene?

Questa è la stroria.

E’ così.

Per lo meno è così come l’hanno vista i bacherozzi che se ne stanno li sul fondo di quel fiume aggrappati ai loro fili d’erba. Se andate da loro e gli chiedete di raccontarvi la storia del loro amico che un giorno ebbe il coraggio di lasciare il suo filo d’erba a cui era sempre stato aggrappato è questa la storia che vi racconteranno. Il loro amico è stato risucchiato via dalla corrente e non s’è più visto. Punto e addio.

Però ogni storia non ha mai solo un modo di essere raccontata. E siccome sono io che ve la sto raccontando e non i bacherozzi aggrappati li in fondo a quel fiume, io vi racconterò di quel giorno che ero seduto su quel masso sulla riva del fiume e guardavo quei bacherozzi sul fondo aggrappati ai fili d’erba. E vi racconterò che ne vidi uno staccarsi dal filo d’erba e essere portato via dalla corrente forte e sbatacchiare un pò qua un pò la sulle pietre del fondo e chiedeva aiuto, lo vedevo dalle bollicine che gli uscivano dalla bocca. Ma io rimasi li a guardarlo senza far nulla. Lo guardai li in difficoltà in balia della corrente. Lo guardai senza muovere un dito. Lo guardai e basta perchè sapevo che di li a qualche metro il fiune creava una grossa pozza di acqua placida, senza corrente. Ed infatti dopo qualche ammaccatura il bacherozzo si trovo nell’acqua calma della pozza. La forte corrente all’improvviso era cessata e lui era libero di muoversi a suo piacimento in tutta l’immensa pozza d’acqua. Non doveva più passare la sua vita aggrappato ad un filo d’erba accontentandosi di mangiare quello che gli portava la corrente e faticando per quel poco ma se ne poteva andare in giro per la pozza a suo piacimento andandosi a cercare il cibo che più gli garbava semza troppa fatica. E poi lo vidi anche trovare nuovi amici. Infatti di li a poco che fu nella pozza d’acqua fece conoscenza con gli altri bacherozzi che prima di lui per errore o per scelta avevano lasciato il filo d’erba a cui erano aggrappati.
Da quel giorno la vita del bacherozzo è molto migliorata e sta molto meglio. Lo sò perchè ogni tanto torno a quella pozza d’acqua e scambiare due chiacchiere con quel bacherozzolo e con il tempo siamo diventati amici perchè ci capiamo. La pensiamo allo stesso modo. C’è solo una cosa che ogni tanto rende triste il mio amico bacherozzolo. E’ che ogni tanto quando bighellonando a zonzo nella sua pozza d’acqua si trova a passare li nel punto dove sfocia la forte corrente che l’ha portato li, ripensa ai suo vecchi amici che se ne stanno ancora lassù aggrappati ai fili d’erba e non sanno che basterebbe aver un minimo di coraggio per lasciarsi andare e la loro vita migliorerebbe considerevolmente.
Questo lo rende triste e per questo, per far un favore al mio amico, io una volta risalli la corrente e provai a parlare con quei bacherozzi che se ne stavano ancora li attaccati ai fili d’erba. Provai a spiegargli come stavano le cose. A dirgli che si dovevano staccare da li e che più in la era meglio. Ma mi accorsi dopo breve che quei bacherozzi li non mi capivano. Non capivano un’acca di quello che dicevo. E se ne rimanevano li attaccati a combattere contro la corrente. Così dovetti tornare dal mio amico e spiegargli che i bacherozzi che se ne stanno ancora attaccati al filo d’erba e quelli che invece si son lasciati parlno due linque diverse e fra di loro non si capiscono più!

06 luglio 2007

Sembrava un angelo caduto dal cielo...

Continua la serie dei bei film. Ieri sera ho visto Mio fratello è figlio unico. Ora in realtà la storia è un pò stereotipata ma apparte qualche semplicismo è una bella storia. Da segnalare secondo me la buona interpretazione di Angela Finocchiaro (la madre) e di Elio Germano (Accio). Un film da vedere soprattutto se vi piace respirare l’aria degli anni ’60 che il film sa ricreare molto bene! A me il film mi è piaciuto soprattutto per le sensazioni che mi ha fatto provare perchè mi sono rivisto in alcune delle situazioni narrate, con le differenze di epoca e di proporzioni ma comunque ho rivissuto tante esperiense passate..... e poi, perchè ovviamente nulla succede per caso, alla fine del film ho fatto un’incontro che mi ha riportato in dietro di qualche anno e ad alcune delle cose che il film mi aveva fatto ricordare e quindi tutta una serie di emozioni che.... vabè lasciamo perdere perchè tanto la vita non va come nelle canzoni....

... Una sera incontro' un ragazzo gentile....
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04 luglio 2007

Nuovi film, vecchi ricordi.

Ieri sera ho visto un bel film. Il Labirinto del Fauno. Mi ha fatto tornare alla mente sensazioni vissute da bambino con i vecchi film fantasy tipo Labyrinth, Legend e Willow. Il Labirinto del Fauno non è propriamente adatto ai bambini, troppe scene di violenza esplicita. E’ più un film per quei grandi che da bambini hanno sognato con quei film tipo Labyrinth e simili. E in effetti con Labyrinth ci sono molte analogie (al limite dello scopiazzamento). Benchè Labyrinth resti ancora insuperato, il più bello in assoluto, vi consiglio comunque la visione di questo film..... se avete lo stomaco forte!

02 luglio 2007

Mi s’è ammosciato!

Si davvero, caro il mio lettore impotente, mi s’è ammosciato Cristiano Godano! E con lui tutti i Marlene Kuntz. Vabbè che era un pò che non li seguivo e gli ultimi lavori che hanno fatto non li conoscevo ma ieri sera al loro concerto ci son rimasto male! Saranno appunto le nuove canzoni che son mence tant’è che un mio amico che non li conosceva mi ha detto: “ma che mi hai portato a vedere Le Vibrazioni?” e in effetti ieri sera sembrava un concertino da fighettine. C’erano tutte queste fiette pseudorock sognanti sotto il palco rapite dalla bellezza di gesù Godano ma chi era li per ascoltare la musica eran tutti depressi dal triste spettacolo offertoci dai Marlene. Tant’è che quando hanno fatto la consueta finta di salutare e uscire, fra tutto il pubblico solo un paio di sparuti fischi si sono levati per richiamarli e invece tanti hanno iniziato ad andarsene. Dopo 10 minuti di quasi silenzio sono rientrati sul palco accolti da applausi svogliati che nemmeno il chitarrista che rientrando incitava il pubblico ad applaudire di più è riuscito a ravvivare. Ma se suonete di merda poi pretendete che vi si applauda? Bassista della serata era Gianni Maroccolo. E qui stendo un velo pietoso. Non voglio dire nulla in suo proposito perchè lo rispetto troppo per quello che ha fatto sin dall’epoca dei Litfiba passando per i CCCP e CSI e per tutto il suo lavoro di produttore ma... ma... ma... no via non mi fate dì nulla!
Bo?! Sarà che si sentan de ganzi, sarà che invecchiano ma ieri sera non hanno fatto una bella figura. Meno male che era a gratisse altrimenti mi sarei incazzao!
Un elogio positivo invece se lo merita l’organizzazione del BLOCK OUT festival perchè oggi come oggi i festival a gratisse son sempre più rari e chi resiste è un grande!