16 luglio 2007
L’addio
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Sopra al mio letto
ci sono due coperte
una e' di lana,
morbida e leggera.
Nel candore dell'inverno
ho un sussulto e le guardo:
li' in mezzo c'eri tu,
nuda e addormentata.
(Federico Fiumani)
Questo è probabilmente l’ultimo post che scriverò su questo blog. Ho deciso di smettere di scrivere.
Questo blog non ha ottenuto il risultato per cui avevo iniziato a scriverlo e perciò è inutile che continui a tirarla per le lunghe. E’ una decisione sofferta come è sofferto il periodo che stò passando.
Mi dispiace un pò perché al di là del vero motivo per cui scrivevo, questo blog mi ha dato la possibilità di fare la conoscenza, seppur limitata per quanto può essere attraverso un computer, con alcune persone interessanti con le quali ho intenzione di non perdere i contatti. Sono fra quelle che ho linkato qui nelle barra laterale. Ogni tanto con voi mi farò vivo, non vi preoccupate.
E’ stato comunque bello finchè è durato. Raccontare alcune mie esperienze, alcuni miei pensieri e emozioni a delle persone che non mi conoscono e vedere le loro reazioni. Fargli conoscere una parte di me. Mettermi in mostra e rimanere comunque nascosto. Un bell’esperimento sociale che mi ha dato delle soddisfazioni. Non è stato così invece per la ragione prima per cui questo blog era stato concepito, e che è superfluo mettermi qui a spiegare. Per cui ora mi prenderò una pausa di riflessione. Potrebbe anche darsi che fra un pò di tempo riprenda a scrivere con finalità diverse ma ora non ne sono sicuro, vedremo.
Volevo comunque ribadire, anche se non credo ce ne sia bisogno, che tutto quello che ho scritto qui è parte di me e non è costruita o inventata. Quello che traspare da queste righe sono io, una parte di me che talvolta può rimanere chiusa dentro per quelle persone che mi conoscono dal vivo e che invece qui ha preso forma. Anche i testi delle canzoni e le poesie che ho trascritto le ho messe su questo blog perché in qualche modo mi rispecchiano. Servivano a far capire i miei pensieri e i miei stati d’animo e tramite loro ho voluto dire cose che non avrei potuto dire apertamente chiaro e tondo. Tutto quello che ho scritto qui non era a caso e aveva una precisa ragione. Chi l’ha capito si sarà fatta un’idea più precisa di me e di come sono. Chi non l'ha capito… aimè si vede che doveva andare così.
Un saluto affettuoso e un grazie a tutti “i miei lettori” e a tutti coloro che sono intervenuti con i loro commenti.
Il Quadro delle Meraviglie in realtà non esiste. Nulla ha visto chi avrebbe dovuto vedere. Perciò anche per il Capitano Crampo è tempo di scomparire.
Compagni delle cattive giornate! Ce ne andiamo!
Gli incassi sono magri ed è tutta colpa mia.
Avrei dovuto fare come il cane ammaestrato.
Ma quando si parla mostrando le zanne, bisogna andarci piano.
Pensate a noi qualche volta.
Chi fa la questua per comprarsi da mangiare e da bere.
Compagni delle cattive giornate. Vi auguriamo buona notte.
(Il Quadro delle Meraviglie – Jacques Prévert)
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13 luglio 2007
Oggi invece è così
Ancora per un attimo
mi scopro a terra.
Tutte le mie finte
erano soltanto
per nascondere a me stesso
una solitudine silenziosa
che mi ricorda l'oceano.
Ed è difficile dormire
quando ti sogno ad occhi aperti
con in mente una canzone
che dice "il letto è grande senza di te".
Un'altra sigaretta brilla al buio.
(Federico Fiumani)
......
penso che
ho di nuovo i brividi
e mi lascio prendere
da domande inutili
da poeti poveri
sui miei rami umidi
sulle foglie ultime
a che cosa pensano
questi umani fragili
a che cosa servono
i miei rami stupidi
a che cosa servono
se mi lascio prendere
da pensieri inutili
posso solo esistere
In eterno vivere
senza avere gli attimi
degli amanti giovani
degli amori giovani
a che cosa pensano
questi umani fragili
a che cosa servono
i miei rami stupidi
a che cosa servono
se mi lascio prendere
da pensieri inutili
a che cosa?
(La Canzone del Parco - Baustelle)
a che cosa servono
queste parole inutili
se tanto noi non ci capiamo
e io non capisco
nemmeno perchè....
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12 luglio 2007
Oggi è più o meno così
Questa partita bestiale
Son l'asso del fallo e dei non perdono
Ma poi io mi rivedo per quel che sono
Un diavolo illuso di possedere il male
Io gioco confuso in mondovisione parziale
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Tu vedrai come lavoro io
Cattivi bastardi scorretti e venduti
Gli arbitri e i giocatori
Non so più chi sono i miei avversari
Cosi il presidente mi butta fuori
Diavolo illuso d'insegnare il peccato
Mi trovo in panchina nel ruolo del disoccupato
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Tu vedrai come lavoro io
Sono qui voglio peccare anch'io
Diavolo illuso di possedere il male
Io resto in panchina disoccupato mentale
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Tu vedrai come lavoro io
Ehi io sono qui voglio peccare anch'io
Voglio peccare voglio giocare
E far del male anch'io
Giocare peccare
Far del male
C'è da imparare
(Diavolo Illuso – Litfiba)
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10 luglio 2007
09 luglio 2007
C'è bacherozzo e bacherozzo!
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La storia è finita.
Punto.
Così andò.
E che pensavate che le storie vanno sempre a finì bene?
Questa è la stroria.
E’ così.
Per lo meno è così come l’hanno vista i bacherozzi che se ne stanno li sul fondo di quel fiume aggrappati ai loro fili d’erba. Se andate da loro e gli chiedete di raccontarvi la storia del loro amico che un giorno ebbe il coraggio di lasciare il suo filo d’erba a cui era sempre stato aggrappato è questa la storia che vi racconteranno. Il loro amico è stato risucchiato via dalla corrente e non s’è più visto. Punto e addio.
Però ogni storia non ha mai solo un modo di essere raccontata. E siccome sono io che ve la sto raccontando e non i bacherozzi aggrappati li in fondo a quel fiume, io vi racconterò di quel giorno che ero seduto su quel masso sulla riva del fiume e guardavo quei bacherozzi sul fondo aggrappati ai fili d’erba. E vi racconterò che ne vidi uno staccarsi dal filo d’erba e essere portato via dalla corrente forte e sbatacchiare un pò qua un pò la sulle pietre del fondo e chiedeva aiuto, lo vedevo dalle bollicine che gli uscivano dalla bocca. Ma io rimasi li a guardarlo senza far nulla. Lo guardai li in difficoltà in balia della corrente. Lo guardai senza muovere un dito. Lo guardai e basta perchè sapevo che di li a qualche metro il fiune creava una grossa pozza di acqua placida, senza corrente. Ed infatti dopo qualche ammaccatura il bacherozzo si trovo nell’acqua calma della pozza. La forte corrente all’improvviso era cessata e lui era libero di muoversi a suo piacimento in tutta l’immensa pozza d’acqua. Non doveva più passare la sua vita aggrappato ad un filo d’erba accontentandosi di mangiare quello che gli portava la corrente e faticando per quel poco ma se ne poteva andare in giro per la pozza a suo piacimento andandosi a cercare il cibo che più gli garbava semza troppa fatica. E poi lo vidi anche trovare nuovi amici. Infatti di li a poco che fu nella pozza d’acqua fece conoscenza con gli altri bacherozzi che prima di lui per errore o per scelta avevano lasciato il filo d’erba a cui erano aggrappati.
Da quel giorno la vita del bacherozzo è molto migliorata e sta molto meglio. Lo sò perchè ogni tanto torno a quella pozza d’acqua e scambiare due chiacchiere con quel bacherozzolo e con il tempo siamo diventati amici perchè ci capiamo. La pensiamo allo stesso modo. C’è solo una cosa che ogni tanto rende triste il mio amico bacherozzolo. E’ che ogni tanto quando bighellonando a zonzo nella sua pozza d’acqua si trova a passare li nel punto dove sfocia la forte corrente che l’ha portato li, ripensa ai suo vecchi amici che se ne stanno ancora lassù aggrappati ai fili d’erba e non sanno che basterebbe aver un minimo di coraggio per lasciarsi andare e la loro vita migliorerebbe considerevolmente.
Questo lo rende triste e per questo, per far un favore al mio amico, io una volta risalli la corrente e provai a parlare con quei bacherozzi che se ne stavano ancora li attaccati ai fili d’erba. Provai a spiegargli come stavano le cose. A dirgli che si dovevano staccare da li e che più in la era meglio. Ma mi accorsi dopo breve che quei bacherozzi li non mi capivano. Non capivano un’acca di quello che dicevo. E se ne rimanevano li attaccati a combattere contro la corrente. Così dovetti tornare dal mio amico e spiegargli che i bacherozzi che se ne stanno ancora attaccati al filo d’erba e quelli che invece si son lasciati parlno due linque diverse e fra di loro non si capiscono più!
06 luglio 2007
Sembrava un angelo caduto dal cielo...
... Una sera incontro' un ragazzo gentile....
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04 luglio 2007
Nuovi film, vecchi ricordi.
02 luglio 2007
Mi s’è ammosciato!
Bo?! Sarà che si sentan de ganzi, sarà che invecchiano ma ieri sera non hanno fatto una bella figura. Meno male che era a gratisse altrimenti mi sarei incazzao!
Un elogio positivo invece se lo merita l’organizzazione del BLOCK OUT festival perchè oggi come oggi i festival a gratisse son sempre più rari e chi resiste è un grande!
26 giugno 2007
Santi del giorno
26 Giugno la chiesa ricorda….. Don Lorenzo Milani?
Quaranta anni fa moriva Don Milani.

Oggi il vescovo di Firenze ha celebrato la messa a Barbiana forse dimenticando che molti degli scritti di Don Milani sono ancora considerati “inopportuni” dalla chiesa cattolica. Speriamo che Joseph non venga a saperlo altrimenti, benedetto omo, si potrebbe arrabbiare. D’altronde con le riabilitazioni siamo ancora ufficialmente fermi al ‘600 con Galileo e con un pò di indulgenza al ‘800 con Wilde.
Forse per il 2100 sarà riabilitato anche Don Milani...
Forse se ci fossero un pò più preti come lui la chiesa non sarebbe in crisi....
Forse se la chiesa la pensasse come lui sarei cattolico anche io.....
naaaaa.....
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25 giugno 2007
Lo Yoga funziona!
Adesso vado a casa a fare una cosa molto ganza che ci hanno insegnato allo stage. Vado a fare il saluto al sole.
22 giugno 2007
Quanto è bella giovinezza ...
... che si fugge tuttavia
se a fermarla non c'è la polizia ...
http://www.kataweb.it/spec/home_speciale.jsp?ids=1253530
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/
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Tracce d'amore?
se rincorrere lamenti
o fuggire più lontano
“perche la vita è un brivido che
corre via sopra la follia”,
canta il cantante,
come una lama
che ti abbaia crudele,
mentre cerchi,
fra le tue unghie,
tracce d'amore
in un fragile giorno
di malinconia.
[Kruger]
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21 giugno 2007
Musica per il Darfur
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Make Some Noise: la campagna di Amnesty International per il Darfur. Un doppio cd con oltre 20 brani di John Lennon interpretati da artisti di fama mondiale. Nei negozi di dischi il 22 giugno e allegato a ‘Sorrisi E Canzoni TV’ dal 25 giugno.
Oltre 50 artisti di fama mondiale e 30 etichette discografiche hanno unito le forze per Make Some Noise, la campagna lanciata da Amnesty International per porre fine alle violazioni dei diritti umani nella regione sudanese del Darfur.
Per ulteriori informazioni su Make Some Noise:
www.amnesty.org/noise, www.amnesty.it
La tracklist completa del doppio cd e’ la seguente:
DISCO 1
1. U2 – Instant Karma
2. R.E.M. - #9 Dream
3. Christina Aguilera – Mother
4. Aerosmith feat. Sierra Leone’s Refugee All Stars – Give peace a chance
5. Lenny Kravitz – Cold Turkey
6. The Cure – Love
7. Corinne Bailey Rae – I’m losing you
8. Jakob Dylan feat. Dhani Harrison – Gimme some truth
9. Jackson Browne – Oh, my love
10. The Reveonettes – One day at a time
11. Avril Lavigne – Imagine
12. Big & Rich – Nobody told me
13. Eskimo Joe – Mind games
14. Youssou N’Dour – Jealous guy
DISCO2
1. Green Day – Working class hero
2. Black Eyed Peas – Power to the people
3. Jack Johnson – Imagine
4. Ben Harper – Beautiful boy
5. Snow Patrol – Isolation
6. Matisyahu – Watching the wheels
7. Postal Service – Grow old with me
8. Jaguares – Gimme some truth (versione spagnola)
9. The Flaming Lips – (Just like) Starting over
10. Jack’s Mannequin – God
11. Duran Duran – Instant Karma
12. A-ha - #9 Dream
13. Tokio Hotel – Instant Karma
14. Regina Spektor – Real love
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18 giugno 2007
Un'idea regalo?
Si accettano consigli, grazie!!!
08 giugno 2007
La donna della mia vita!
Era già un pò che la conoscevo ma non avevo avuto modo di approfondire e conoscerla bene ma da quel poco che sapevo mi sembrava niente male poi oggi che al lavoro non avevo da fà una sega ho cercato un pò di informazioni su di lei in giro per la rete e da quello che ho trovato ho capito che è lei la donna della mia vita!

Fantastica in tutti i sensi. Figa strepitosa, ironica, simpatica, brava a cantare, intelligente, balla in maniera tostissima e c'ha quella essshe bolognèsshe che mi fa impazzire.
Ecco qua un piccolo assaggio di Tiffany
http://www.tyingtiffany.com/
http://video.google.com/videoplay?docid=-9194772546241756137
Prego tutti i mie stupefatti di cotanta bellezza lettori di inviarmi tutto il matriale, linki o quant'altro sappiano di lei!
Da ora in avanti la mia vita sarà incentrata nell'attesa del fatidico giorno in cui la incontrerò dal vivo. Il 30 Agosto sarà in concerto a Firenze.
.....
Saranno gli 83 giorni più lungli della mia vita!
....
No mi sà che non ce la fo mica ad aspettare 83 giorni
.....
Se per caso questo fosse l'ultimo post che scrivo e non mi rivedete più in giro sappiate che son partito alla sua ricerca
......
già....
07 giugno 2007
Vorrei prendermi cura di te
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai...
sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Magari toccasse a me
ho esperienza e capacità
trasformista per vocazione
per non morire che non si fa...
puoi fidarti a lasciarmi il cuore
nessun dolore lo sfiorirà... magari!
Magari toccasse a me
un po' di quella felicità... magari
saprò aspettare te
domani e poi domani e poi... domani
Io come un'ombra ti seguirò
la tenerezza è un talento mio
non ti deluderò
la giusta distanza io
sarò come tu mi vuoi
ho un certo mestiere anch'io... mi provi... mi provi...
Idraulico, cameriere
all'occorrenza mi do da fare
non mi spaventa niente
tranne competere con l'amore
ma questa volta dovrò riuscirci
guardarti in faccia senza arrossire... magari
Se tu mi conoscessi
certo che tu non mi negheresti... due ali
che ho un gran disordine nella mente
e solo tu mi potrai guarire... rimani!
Io sono pronto a fermarmi qui
se il cielo vuole così
prendimi al volo e poi
non farmi cadere più da questa altezza sai
non ci si salva mai... mi ami? Magari... Mi ami!?!?
Magari...
[Magari - Renato Zero]
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04 giugno 2007
Yoga
31 maggio 2007
25 maggio 2007
Ve lo siete chiesto anche voi vero?
Dite la verità ve lo siete chiesto tutti almeno una volta. Si lo sò che ora voi starete già pensando di smettere di leggere questo post perchè pensate che è una gran pippa mentale, una domanda del cazzo, un polpettone filosofico esistenziale da sfigato che vi farà venì il latte a ginocchi se continuerete a leggere. Si è vero probabilmente è così. Come e probabile che la volta che vi siete fatti la domanda "L'amore esiste?" abbiate pensato appunto che è una domanda del cazzo e non abbiate cercato di darvi una risposta seria, ragionata e abbiate continuato a pensarla come avete sempre creduto, anche se magari per brevi periodi di tempo uno può cambiare idea a causa di un incontro o di un fatto appena accaduto, ma poi il convincimento che avete sempre avuto riprende il sopravvento e ritornate a pensare come avete sempre pensato. Ma vi è venuto in mente che il voler non rispondere, il fastidio che naturalemte viene quando ci facciamo o ci fanno un certo tipo di domande come questa derivi dal fatto che sappiamo già la risposta ma non la vogliamo ammettere perchè troppo scomoda per la realtà che ci siamo creati intorno e che ci serve, ci fa comodo che sia così perchè sia una barriera emotiva contro la realtà dei fatti?
Io stamattina appena sveglio, non sò perchè, come mi è venuta ma fatto stà che mi son fatto questa domanda. Ovviamente non è la prima volta che me la son fatta e ogni volta a seconda della situazione del momento mi son dato una risposta. Poi come dicevo con il passare del tempo e degli eventi senza rendermi conto son ritornato sempre sulla mia idea iniziale, inconscia, indottrinata, inculcata dalla sociatà. Stamattina invece chissà perchè nei dieci minuti in cui di solito stò sveglio nel letto prima di alzarmi mi son dato una risposta ragionata senza falsi pregiudizi, una risposta onesta con me stesso. Non è stato facile ovviamente. Non è mai facile parlare con se stessi senza mentire. Però se uno ci riesce dopo è meglio. Cioè stai di merda uguale ma almeno sai che stai di merda per una cosa senza senzo e quindi se riesci a mantenere la lucidità di renderti conto che non c'è motivo di farsi queste seghe mentali mentre te le fai le riconosci e le eviti!
Vabbè potrei scrivere ancora una decina di pagine ma è l'ora di andare a magnà e poi vi satete anche stufati così l'abbozzo quì. Magari farò una seconda puntata poi.
23 maggio 2007
Troppi Nodi
Poi mi viene in mente quando da ragazzino andavo a pescare con mio padre. Quante volte mi capitava di annodare la lenza con così tanti nodi che era impossibile districarla! L'unica cosa saggia da fare piuttosto che perdere tempo a sciogliere tutti quei nodi, era tagliare la lenza e rifare tutta la montatura da capo.
Forse è veramente l'unica cosa saggia da fare. Tagliare tutto e via!
21 maggio 2007
About A Girl
I need an easy friend
I do ... with an ear to lend
I do ... think you fit this shoe
I do ... won't you have a clue
I'll take advantage while
You hang me out to dry
But I can't see you every night
Free
I do
I'm standing in your line
I do ... hope you have the time
I do ... pick a number too
I do ... keep a date with you
I'll take advantage while
You hang me out to dry
But I can't see you every night
Free
I do
I need an easy friend
.........
[About A Girl - Nirvana]
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Family day un cazzo!
http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato
Fate altrettanto grazie, la gente deve sapere! ..... Family day è?!
Per saperne di più http://metilparaben.blogspot.com/2007/05/omert-telefonica.html
16 maggio 2007
Prima o poi torno....
Niente paura, son vivo è! Inzomma più o meno.... voglio dire fisicamente son vivo, moralmente sopravvivo è per questo che è un pò che non scrivo. insomma in questo periodo non ne ho voglia per tutta una serie di motivi che non ho voglia di dirvi tanto che ve ne frega? Che poi appunto se ce la vogliamo dire tutta sto blog mi sembra una gran cazzata, i blog in generale dico. uno chissà che si aspetta ma la vita vera è un'altra cosa e quindi anche questo è un darsela ad intendere, a se stessi voglio dire.Bene, quando m'è passata ci si risente è!23 aprile 2007
Fight Pillow
Un saluto a chi c'era!
20 aprile 2007
Vorrei regalarti....
Quindi vi racconterò una storia. Anzi oggi ve la canto!
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.
(Simone Cristicchi)
Vorrei regalarti la felicità, te la meriti.

Cogliam d'amor la rosa:
amiamo or quando esser si puote riamato amando.
(Torquato Tasso)
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17 aprile 2007
Ti vedo bene ciccio! ....
Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici
(Seneca)
.... allora ti serve un'oculista per il cuore!
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16 aprile 2007
Qualcuno mi ha chiesto
Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ho ripensato un po' su e... Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato di meno e ascoltato di più. Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perchè il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta. Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dallo sporco prodotto dal caminetto acceso. Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza. Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perchè avevo appena fatta la messa in piega. Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a forza di accenderla. Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti. Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita. Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito. Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato. Invece di non vedere l'ora che finissero i nove mesi di gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la stupenda cosa che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo. A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: "Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta". Avrei detto più spesso "Tivoglio bene" e meno spesso "Mi dispiace"... ma soprattutto, potendo ricominciare tutto da capo, mi impadronirei di ogni minuto... lo vivrei... e non lo restituirei mai più.
(Erma Bombeck)
11 aprile 2007
Quella Panchina
A me mi garba dimolto assai andare a fare delle camminate. Quando posso cerco sempre di fare dù passi in luoghi inesplorati in montagna o in campagna e quando trovo un nuovo sentiero provo a percorrerlo per vedè dove mi riesce di arrivare. Ora un giorno lungo uno di questi sentieri scoprii una bella panchina di legno che era messa lì apposta per riposarsi perchè il sentiero per arrivare fin li era assai faticoso e dalla panchina si vedeva anche un bel panorama.
Mi piacque così tanto quella panchina che ne parlai a un amico e anche lui decise di fare quel sentiero per arrivare a quella panchina ed ammirare il panorama che si vede da lì.
Così io gli spiegai a grandi linee da dove partiva il sentiero, gli dissi anche che era un pò difficile da percorrere, gli feci gli augiri di buon vieggio e così lui partì cammina cammina, lungo questo sentiero verso la panchina. All’inizio il sentiero in questione è piacevole da seguire anche se si incontrano subito delle difficoltà da attraversare, ciottoli, buche, qualche albero caduto di traverso però si procede abbastanza speditamente anche perchè c’è l’entusiasmo del viaggio appena intrapreso e dei posti nuovi che si stanno scoprendo. Poi però più che si và in là e più che il sentiero diventa difficile da percorrere. I ciottoli diventano dei massi belli grossi tutti bitorsoluti, le buche deventano delle belle voragini e dei fossi e certe volte la vegetazione è così intrigata che non si vede dove si mettono i piedi e non si capisce più dove si stà andando. Per questo capita che tanti di quelli che iniziano a percorrere questo sentiero dopo un pò decidano che si sò stancati e si fermano o tornano indietro a casina loro.
Ora il mio amico dopo aver attraversato fossi, aggirato massi, scivolato dentro buche ma che poi s’era rialzato e aveva continuato, mezzo stronco, stanco morto, con i ginocchi sbucciati e tutto graffiato dai pruni che aveva trovato lungo il percorso, arrivò anche lui alla famosa panchina.
Quando si mise a sedere lì accanto a me sulla panchina per ripigliassi dalla faticaccia che aveva fatto per arrivare fin li gli sembrò che la panchina fosse dimolto ma dimolto comoda che era proprio adatta per far riposare i poeracci stanchi che arrivavano fin lì dopo aver attraversato tutte le difficoltà del sentiero e il panorama che si vedeva da lì era dimolto bello assai.
Ora mentre erimo lì a riposarci tutti contenti sulla panchina si vide arrivare una Jippe a tutto fòo lungo il sentiero testè percorso con grande fatica. Arrivata la Gippe nei pressi della panchina si sofferma e ti scaricano quasi al volo un tipo, dopodichè la Gjppe riparte. Il tipo appena sceso si guarda un attimo intorno per capì dov’è e poi anche lui viene a sedersi sulla panchina. Appena seduto si volge verso di noi e ci fà “Però scomoda questa panchina è! M’hanno detto che era bello qui che c’era un bel panorama e una panchina comodissima da cui ammirarlo ma a me questo posto mi fa dimolto caare assai!”
Ora da questa storia che vi ho raccontato io ho capito due cose:
1) Che non sò come si scrive Giippe
2) Non ve lo dico. Pensateci da soli che se no è inutile.
10 aprile 2007
Mi girano!!!!
E non c’ho voglia di far nulla. Non avevo voglia di alzarmi dal letto. Non avevo voglia di fare colazione. Non avevo voglia di lavarmi i denti. Non avevo voglia di infilarmi nel traffico per andare alla stazione a prendere quel cazzo di treno affollato. Non ho voglia di lavorare, sono due ore che fisso questo cazzo di schermo in stato catatonico. Non ho nemmeno voglia di leggere le mail ne di guardare i blog dei miei amici.
Anzi non ho nemmeno voglia di scrivere sul mio blog. Ormai che ho scritto questo lo pubblico, ma ciao!
04 aprile 2007
Liberalizzazioni
03 aprile 2007
Non ho voglia di morire
Schiacciato sotto la montagna di lavoro accumulato in una settimana di assenza. Per tentare di distrarmi cinque minuti provo a leggere qualche vecchia mail messa da parte nella cartella Buglione (1). La cartella buglione è quella cartella contenente un pò di tutto. Tutte quelle mail inviatemi dai vari amici e colleghi contenente qualcosa di ganzo da tenere e girare agli altri amici. Dentro buglione ci sono filmati, barzellette, aforismi, poesie e ogni sorta di bischerate. Ogni tanto quando il lavoro mi soffoca faccio un tuffo dentro buglione per distrarmi un pò. Così ho appena fatto e che ti trovo?....
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda)
Ma porcaputtana! Qualcosa di allegro no è!?!?
E adesso non solo c’ho tutto stò lavoro da fare ma mi girano ancor di più perchè lo vedo proprio come tempo perso, cose inutili, entusiasmo sotto i piedi. Mi verrebbe voglia di dar fuoco a questa scrivania e andare a fare l’eremita. Ma peggio di così come si può mi chiedo.... ticchettio sui vetri.... mentre mi giro per guardare cos’è, mi viene in mente Igor “Potrebbe andare peggio... potrebbe piovere!” .... il ticchettio aumenta.... Appunto! ..... è proprio il destino è!!! e non ho nemmeno l’ombrello!!! Porcaputtana!!!
Nota: (1) – Buglione: a Firenze e dintorni stà a significare un miscuglio caotico, un'accozzaglia, un casino insomma. Buglione è anche il nome della pasticceria vicino a dove lavoro che c’ha le paste dimolto bone se vi interessasse!
Anzi sapete che vi dico? Fra poco fò festa e mi vò a piglià una pasta!!!
02 aprile 2007
Yoga
Omshanti Namastè a tutti.... chissà come cazzo si scrive?!?!?
23 marzo 2007
Com'è mutevole l'animo umano
Basta un sorrivo per rallegrare una giornata grigia!
Incontrami per la città,
mentre vago per la città,
in cerca di qualcosa che non so,
incontrami e sorridimi,
poi va per la tua strada.
[Jim Morrison]
Perso in un sogno
di stelle irrangiugibili;
da allora tutti i dati trasmessi
sono illeggibili:
ogni tanto ci arrivano segni
che registra solo il cuore:
forse, forse, non c'è stato mai,
e sono tutte storie.
In questa notte seminata di nuvole
che non una luce trema,
ogni domanda è la risposta a una domanda
della risposta prima;
ogni ritorno è una falsa partenza,
l'illusione di un movimento,
come questo bagno di lacrime
che non ho pianto.
Troppo cielo;
troppe foglie ha buttato il pensiero;
troppi nomi per dirne uno solo;
troppe, queste lezioni di volo:
fammi scendere, portami via, via, via,
portami via con te,
portami a casa mia,
tienimi sempre,
via, via, via,
un tempo io sognai,
prima di te sognai,
solo di ombre,
solo di ombre.
Nella memoria del mondo ci sono battaglie
e nostalgie del cielo,
grandi navi portano a spasso
la luce del pensiero:
ma io ricordo soltanto quel bacio,
quel giorno di primavera:
tutta la storia non vale
il tuo bacio di una sera.
Io ti amo:
ho paura ogni istante che abbiamo;
ho paura di averti di meno;
come un cieco ti ho dato la mano;
non lasciarmela, portami via, via, via,
portami via con te,
portami a casa mia,
tienimi sempre
via, via, via,
un tempo io sognai,
prima di te sognai,
solo ombre,
e adesso...
[Canto Notturno (Di Un Pastore Errante Dell'Aria) - Roberto Vecchioni]
.
22 marzo 2007
Ci vorrebbe un clone
Il coraggio di tentare
[ William Shakespeare ]
.
21 marzo 2007
La cosa più importante
E ricorda che la fine è la più importante
Tutto ciò che hai sempre amato giace in una fossa
Che han scavato le tue stesse ossa
Fra le alghe c'è un eroe che si sente giù
Era uso arrendersi non si arrende più
Ogni alba avrà anche un po' di morte dentro sè
Niente può minare me e te
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto quando cadi
Fatto sfatto disperato quanto bello sei
Se vuoi indietro la tua vita devi anche tradire
Non lasciar che il tuo percorso ti divori il ventre
E' la fine quella più importante
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto quando cadi
[Afterhours - E' la fine la più importante]
Oggi è così.....
.
.
20 marzo 2007
C'è da fidarsi?
C'è mica da fidarsi, di uno così!
19 marzo 2007
Zingarata fotogastronamica
Sulla strada del ritorno ormai appagata la mia voglia di cultura fotografica ho concesso anche alle due sciroccate di appagare la loro voglia repressa che da ormai diverse ore le tormentava! Lungo la strada ci siamo fermati alla fiera di paese e ci siamo mangiati un bombolone ripieno di crema appena fatto! Madonnamia quanto mangiano queste due! Certe volte mi fanno vergogà e porterle in giro! Sono una fogna! Che poi non sò come c’hanno dù fisici niente male tutte e due che io bò se mangiassi quanto mangian loro potrei rotolare!
Alla fine l’unica pecca della giornata è stata le oltre due ore di fila sull’autostrada che abbiamo fatto al ritorno. Ma nel complesso è stato un divertimento continuo con queste due! Lascio la soddisfazione a Gattafruata di raccontare nel suo blog i particolari se ne avrà voglia. Questo post era solo per segnare il ricordo di una giornata e per ringraziere entranbe di quello che ogni volta riescono a darmi....
16 marzo 2007
Inviti superflui
Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell'anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi; e in date ore vaga la poesia, congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene. Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo sempre tenendoci per mano, poichè le anime si parleranno senza parola. Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Nè puoi quindi amare quelle domeniche che dico, nè l'anima tua sa parlare alla mia in silenzio, nè riconosci all'ora giusta l'incantesimo delle città, nè le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrare la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient'altro.
Vorrei anche andare con te d'estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l'acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dai prati e qui, distesi sull'erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne. Tu diresti "Che bello!" Niente altro diresti perchè noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora. Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un'altra sigaretta, impaziente di fare ritorno. E non diresti "Che bello!" ma altre povere cose che a me non importano. Perchè purtroppo sei fatta cosi. E non saremmo neppure per un istante felici.
Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sè una specie di musica. Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensi sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell'uomo. Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall'estremo sole, vorrai fermarti a guardar le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, nè dei presentimenti che passano, nè ti sentirai come me chiamata a sorte orgogliosa. Nè udresti quella specie di musica, nè capiresti perchè la gente ci guarda con occhi buoni. Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d'oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo. È inutile.
Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo si almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicino. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, nè guarderò le nubi, nè darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi o dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie cosi amiche dell'amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.
Ma tu - adesso che ci penso - sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili da valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perchè ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso tra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.
(Dino Buzzati)
Lo struzzo
C'era una volta un bellissimo struzzo..... no forse è meglio se non ve la racconto che ultimamente le mie storie non è che siano state molto apprezzate....
[...]
I know it's hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn't time be out to charm you?
[...]
[November Rain - Guns'N'Roses]15 marzo 2007
13 marzo 2007
Datemi una pinza!
E’ no oggi proprio la pazienza l’ho lasciata a casa! Basta ora vò a fare un giro in officina così per un pò non sento più cazzate e se lì trovo un paio di pinze quando torno se il tipo sta ancora sparando cazzate......
12 marzo 2007
Fiore nel deserto
Cera una volta un bellissimo fiore nato nel deserto. Questo fiore si sentiva un pò sfigato perchè era nato tutto solo nel deserto e poi essendo che non pioveva da tanto anzi forse può anche darsi che da quando era nato non era mai piovuto in quel deserto caldissimo e quindi il fiore bellissimo non sapeva cos’era l’acqua. Dopo tanto tempo che il bellissimo fiore era li nel deserto non si sentiva tanto bene perchè senza acqua stava per morire. Passò di li un canguro che vide il fiore bellissimo e siccome i canguri c’hanno la vista lunga vide che il fiore era bellissimo e gli pisciò addosso. Li per li il fiore ne fù contanto perchè stava per morire e invece grazie a quella pisciata di canguro non morì e gli parve una bella cosa. Il canguro se ne andò via balzellon balzelloni lasciando il fiore bello pieno di gratitudine e ammirazione verso il se medesimo canguro che gli aveva salvato la vita. Ogni tanto il canguro tornava a fare una pisciatina sul fiore per farlo campare ma poi se ne ritornava via balzellon balzelloni a farsi i cazzi suoi con gli amici canguri fregandosene del fiore bellissimo perchè tanto sapeva che il fiore era ormai tutto solo per lui. Poi un giorno arrivò uno che c’aveva dell’acqua che quando vide il fiore bellissimo ma piscioso gliela voleva dare un pò perchè sapeva che bevendo acqua si vive meglio che bevendo pipì e anche un pò perchè il fiore bellissimo gli garbava assai. Ma il fiore l’acqua non la volette perchè tanto c’aveva già il canguo che lo faceva campare con la pipì e non sapeva il fiore bellissimo che esistesse anche l’acqua che era meglio.
La storia ha tre possibili finali. Secondo voi il tipo con l’acqua che dovrebbe fare?
- Fregarsene di quel che gli dice il fiore e versargli addosso l’acqua che poi il fiore si renderà conto che è meglio?
- Mettersi li a cecce e aspettare e sperare che prima o poi venga un bell’acquazzone nel deserto cosicchè il fiore capisca che il canguro in realtà gli pisciava addosso e invece l’acqua che il tipo gli vuole dare è meglio e così poi il fiore la vorrà?
- Oppure il tipo con l’acqua dovrebbe andare via e serbare la sua acqua per un altro fiore che la sappia apprezzare di più quando lo incontrerà?
Ditemi quale secondo voi è il finale più giusto!
E' ovvio che ogni riferimento a fatti, cose, fiori o canguri è puramente casuale.... o fortemente voluto.
Il mio lavoro
Ecco mi son già rotto i coglioni vorrà dire che vi posterò una vignetta esplicativa!
08 marzo 2007
Omaggio a quelle donne che...

di Georges Brassens
Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connait à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais
A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui
A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main
A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désesperant
Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin
Mais si l'on a manqué sa vie
on songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux coeurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus
Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir
Versione Italiana
di Fabrizio De André
Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

E' vero che si può vivere senza una donna,
ma è anche vero che senza una donna
non si può dire di aver vissuto
(Karl Kraus)
07 marzo 2007
I congiuntivi
Ora, apparte questo sfogo dovuto ad un viaggio insonne, stamattina però i pischellotti di turno mi hanno anche fatto fare una risata. Stamattina ero lì attorniato da questa scolaresca di ragazzini sui 13 anni saliti a Prato, che di solito salgono sempre a Montale/Agliana o a Prato che in quella zona li ci devono essere dei nidi di Gremlins che dev’esse pieno è! Comunque ero lì che volente o nolente stavo ad ascoltare i tre intorno a me che per tutto il viaggio non hanno fatto altro che parlare di fica! Ora non vi stò a riportare tutti i discorsi per filo e per segno che questo è un blog serio e di un certo rispetto e quello che dicevano questi ragazzini erano dei bei discorsucci da scaricatori di porto! In particolare il più esperto in materia era un ragazzino piccoletto magromagro di sicuro rifinito dalle seghe che senza pudore alcuno parlava a voce alta dell’argomento con tutto un dialetto pratese ben colorito utilizzando i congiuntivi a piacere tant’è che ad un certo punto l’insegnante si è girata e gli ha detto “Matteo ma questi congiuntivi? L’italiano proprio non ti riesce impararlo!”, che si badi bene non l’ha ripreso a proposito del linguaggio che usava no, queste cose ormai anche alle scuole medie sono la norma, l’ha ripreso perchè non sapeva l’italiano e sbagliana i congiuntivi… vabè ma la risposta del ragazzino è stata fantastica … una perla… il ragazzino senza scomporsi minimamente gli ha risposto “Oh professoressa! A italiano è due anni che c’ho lei…. Come pensa che possa aver imparato qualcosa!!!”………….. l’insegnante azzittita e ricoperta s’è rigirata lasciando il mitico Matteo al racconto delle sue fantasie erotiche da adolescente arrapato… io benchè scocciato dall’orda di Gremlins non ho potuto far a meno di sorridere dento la mia sciarpa pensando a come eravamo noi alle medie e a come sono ora questi ragazzini di oggi …. Son dei rompicoglioni si, ma ad uno cosi io ad italiano gli darei 9!!!
06 marzo 2007
05 marzo 2007
Il guerrioro della notte
L’altra sera tornando a casa mi è capitato questo tipo seduto nei posti di fianco a me di là del corridoio del treno. Stranamente eravamo in pochissimi nel piano superiore del vagone del TAF e oltre a me e lui ci saranno stati soltanto uno o due altri passeggeri. Già a vederlo si capiva che non doveva essere del tutto a posto. Sulla sessantacinquina, era vestito alla contadina (rima non voluta) anni sessanta come si vede nei filmati d’epoca quando i contadini erano ancora contadini e non imprenditori agricoli. Sembrava mio nonno dei tempi migliori, pulloverino fantasia triste scollato a V, pantalone di velluto vagamente pulito, scarpe mocassino sformate, capello impomatato, busta di plastica rossa tra i piedi e sguardo spento fisso nel vuoto del finestrino. Solo ogni tanto si solgeva a guardare me e allora io dovevo distogliere lo sguardo per far finta di nulla, perchè ti assicuro caro il mio lettore curioso, era impossibile guardare negli occhi uno così, non sai mica cosa gli può passare per la testa ad uno così! Potrebbe iniziare ad inveirti contro qualsiasi cosa di incomprensibile o menarti o magari tirare fuori una mannaia da quella borsa rossa che te li poi ti vengon fuori le fantasie più assurde che ti immagini che la borsa all’inizio era bianca come tutte le normali buste di plastica della Coop e poi ora è diventata rossa sporcata dal sangue della mannaia che il tipo ripone dentro dopo aver tranciato le carotidi di quelli che lo guardano negli occhi. Oppure ti può succedere da un tipo così che guardandolo negli occhi questo ti scoppi a piangere addosso abbracciandoti e smoccicandoti sulla spalla che non sò cos’è peggio se questo o il fatto della mannaia! Comunque io ero li in questo vagone deserto che mi immaginavo quasi di essere nella metropolitana nel film I Guerrieri della Notte e solo per questo mi sentivo un pò intimorito e tenevo d’occhio questo tipo cercando di non farmene accorgere perchè me lo sentivo che uno così prima o poi avrebbe fatto qualcosa di strano per cui meritava cercare di non addormentarsi come faccio di solito e stare ad assistere alla perla di comportamento nella quale il tipo si sarebbe cimentato di li a poco. Ed infatti! Lui era lì con lo sguardo perso nel vuoto quando il treno inizia a rallentare e si ferma ad una stazione. A quel punto il tipo schizza su in piedi come un fulmine, senza però picchiare la testa nella mensola portabagagli che io non so com’è che ci picchio sempre io sulla mensola portabagagli di questo cazzo di TAF che l’hanno fatto con il tetto che piega troppo verso l’interno che sembrerebbe che lo volessero fare a punta come il tetto del campanile del paesino di Heidi che a me mi piace il posto accanto al finestrino ma poi quando mi alzo ci picchio sempre il capo in quel cazzo di portabagagli che è troppo basso! Ma il tipo invece schizza su come una molla e non ci picchia anche se io quando l’ho visto schizzare su come una molla mi son detto "ora ci picchia" e invece non c’ha picchiato. Sarà forse perchè era alto si e no 1,60 e invece io sono 1,83 (1,90 con i capelli) ma non c’ha picchiato mentre io ci picchio sempre. Inzomma luilì schizza su come un canguro, si rivolge a me, mi guarda con occhi spiritati e come un’ossesso mi urla "E’ SESTO FIORENTINO QUESTO?!! E’ SESTO FIORENTINO QUESTO?!!! E’ SESTO FIORENTINO QUESTO?!!!!" Io resto di stucco senza riuscire a proferir parola senzata, al più devo avergli farfigliato qualcosa come "bo non sò... forse...." cercando di guardare fuori dal finestrino per vedere dove eravano intanto che cercavo una via di fuga dallo scompartimento nel caso il tipo avesse estratto la mannaia. Il tipo però, forse colto da un momento di compassione verso il mio sbigottimento, decide di non estrarre la mannaia ed uccidermi ma invece prende la busta di plastica rossa e inizia a correre nel corridoio e giù per le scalette fino alla porta d’uscita del treno. Arrivato li sento che inizia ad urlare "NON SI APRE!!! NON SI APEEE!!!" A questo punto il tipo convinto che la porta fosse bloccata dove esser corso verso l’alta porta perchè ho sentito un trambusto assurdo al piano di sotto del vagone che mi immaginavo che si stava facendo largo tra la gente a colpi di mannaia e mi immaginavo già la scena che si sarebbe mostrata ai miei occhi quando sarei dovuto scendere.... un scompartimento intero schizzato di sangue con teste e braccia mozzate sparse sul corridoio a cui stare attento a non pestare che sinceramente mi avrebbe fatto un pò senso... Quindi il tipo dopo aver fatto schizzar via teste e braccia ad una decina di persone deve esser giunto all’altra uscita perchè anche lì l’ho sentito urlare "NON SI APRE!!! NON SI APRE!!! LA PORTA NON SI APREEE!!!" a voce ancora più alta di prima. A questo punto... non ci crederete ma vi assicuro che è vero.... ho visto risbucare il tipo dalle scalette che stava tornando al piano di sopra che che ne sò che cosa gli era saltato in mente che forse ci fossero state le porte anche al piano di sopra? O forse ci aveva ripensato e voleva anche la mia testa preso dalla follia in cui era in pieno panico perchè lui doveva scendere e le porte non si aprivano!?!? Insomma stava risalendo le scale e intanto continuava a urlare "LE PORTE NON SI APRONOOO!!!" Al che io sempre più allibito ma deciso a tentare di salvermi la vita mi sono alzato e gli ho chiesto se avesse pigiato il pulsante che è sulle porte. Il tipo allora si è rifiondato di sotto ha pigiato il pulsantino all’uopo adibito all’apertura delle porte in questi nuovi treni perle di modernità ed efficenza ed è riuscito a scendere in tempo prima che il treno ripartisse.... Io pian piano sono riuscito a scuotermi dallo sbigottimento della scena a cui avevo avuto il piacere testè di assistere e mentre mi adagiavo sul seggiolino tentando di assopirmi nel dondolio del treno mi son chiesto che personaggioni ci sono in giro e soprattutto sui treni dei pendolari che ce nè proprio un concentrato dei migliori! Mentre mi stavo per addormentare in verità mi son rattristato un pò perchè mi son reso conto che non ci son più i Guerrieri della Notte di una volta che non capivo come mai avesse fatto tutto quel casino per la posta che pensava bloccata e non l’avesse invece sfasciata subito a colpi di mannaia .... èh... anche i Guerrieri della Notte invecchiano!
Tragedia e commeddia
« E' davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l'umanità. E' un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d'una fila di pensieri triviali.
Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata.
Ciascun individuo, ciascun volto umano e ciascuna vita non è che un breve sogno dell'infinito spirituale naturale, della permanente volontà di vivere; non è che una nuova immagine fuggitiva, che la volontà traccia per gioco sul foglio infinito dello spazio e del tempo, lasciandola durare un attimo appena percettibile di fronte all'immensità di quelli, e poi cancellandola, per dar luogo ad altre. Nondimeno, e in ciò è l'aspetto grave della vita, ognuna di tali immagini fugaci, ognuno di tali insipidi capricci dev'essere pagato dall'intera volontà di vivere, in tutta la sua violenza, con molti e profondi dolori, e in ultimo con un'amara morte, a lungo temuta, finalmente venuta. Per questo ci fa così subitamente malinconici la vista di un cadavere.
La vita d'ogni singolo, se la si guarda nel suo complesso, rilevandone solo i tratti significanti, è sempre invero una tragedia; ma, esaminata nei particolari, ha il carattere della commedia. Imperocché l'agitazione e il tormento della giornata, l'incessante ironia dell'attimo, il volere e il temere della settimana, gli accidenti sgradevoli d'ogni ora, per virtù del caso ognora intento a brutti tiri, sono vere scene da commedia. Ma i desideri sempre inappagati, il vano aspirare, le speranze calpestate senza pietà dal destino, i funesti errori di tutta la vita, con accrescimento di dolore e con morte alla fine, costituiscono ognora una tragedia.
Così, quasi il destino avesse voluto aggiungere lo scherno al travaglio della nostra esistenza, deve la vita nostra contenere tutti i mali della tragedia, mentre noi riusciamo neppure a conservar la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia. »


